Minerali

Il Blu più antico: Lapislazzuli

Il lapislazzuli è una pietra conosciuta fin dall’antichità. Gli Egizi la usavano a scopo ornamentale e la seppellivano insieme ai defunti — è stata ritrovata in molte tombe faraoniche, compresa quella di Tutankhamon. Per i Sumeri era la pietra sacra della dea Inanna.

Il nome deriva dal persiano lāžward, che indica il colore blu — una descrizione diretta del suo aspetto: un blu intenso, spesso attraversato da venature dorate di pirite e a volte da tracce bianche di calcite.

Non è una pietra semplice da trovare: i giacimenti storicamente più importanti sono in Afghanistan, nella regione del Badakhshan, dove si estrae da oltre 6.000 anni — probabilmente la miniera più antica ancora attiva al mondo. Altri giacimenti minori si trovano in Cile, Russia e Myanmar.

Dal punto di vista mineralogico non è una pietra “pura”, ma una roccia metamorfica composta principalmente da lazurite, insieme a pirite e calcite — è proprio questa combinazione a dargli il colore blu profondo e i riflessi dorati che lo hanno reso così riconoscibile e ricercato nel tempo, dall’Antico Egitto fino ai pigmenti rinascimentali (il blu oltremare veniva ricavato proprio dal lapislazzuli macinato).

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